| |
INTENZONI MENSILI AGOSTO 2010
Una scuola d’amore
Siamo al cuore dell’estate, tempo che molti dedicano alle vacanze e al riposo. Parlare di scuola in questo periodo dell’anno suona quantomeno stonato, ma basta sfogliare gli Scritti Kolbiani per rendersi conto che la relazione di San Massimiliano Kolbe con l’Immacolata ci impartisce delle vere e proprie “lezioni d’Amore”.
L’intenzione mensile per l’affidamento quotidiano a Maria ci invita a pregare così: “Perché l’amore di San Massimiliano Kolbe per Te si accenda anche nei nostri cuori”. Con l’auspicio che questo accada davvero, vogliamo fare un breve viaggio attraverso gli Scritti Kolbiani per evidenziare le caratteristiche principali dell’amore di San Massimiliano per l’Immacolata.
DI P. ROBERTO BRANDINELLI
Amore che consente di appartenere a Dio
Leggendo gli Scritti di P. Kolbe sono molte le occasioni in cui ci si imbatte nella sua convinta dichiarazione di amore per l’Immacolata.
Non va però dimenticato che questo amore non è fine a se stesso.
San Massimiliano è consapevole che è una via privilegiata per arrivare a Dio: “… quanto più uno appartiene all’Immacolata, con tanta maggior franchezza e libertà può avvicinarsi alle piaghe del Salvatore, all’Eucaristia, al sacratissimo Cuore di Gesù, a Dio Padre” (SK 603). “Tutta la nostra santità consiste nell’imitare Gesù. Chi si avvicina a Lei, per ciò stesso si avvicina a Dio, solo che lo fa percorrendo una strada più breve, più sicura, più facile” (SK 542).
Addirittura l’amore per l’Immacolata consente di diventare proprietà di Dio: “Il milite dell’Immacolata sa che, nell’Immacolata e attraverso l’Immacolata, diverrà quanto prima e nel modo più facile proprietà di Gesù, proprietà di Dio” (SK 1325).
Questa finalità aiuta a comprendere l’importanza che S. Massimiliano dà all’appartenenza all’Immacolata: “… cerchiamo di appartenere ogni giorno, ogni istante di più a Lei, di lasciarci condurre da Lei in modo sempre più perfetto, in modo sempre più sereno, con fiducia e confidenza sempre maggiori, attraverso tutto ciò che Ella permette, sia in noi che attorno a noi e in confronto a noi, sicché possiamo diventare in tal modo uno strumento sempre più perfetto nelle Sue mani immacolate” (SK 755). Altrove questa appartenenza è espressa in un modo ancora più forte: “Ella faccia con te ciò che vuole, non si senta legata ad alcuna limitazione derivante dagli obblighi di una madre nei confronti del proprio figlio. Sii cosa, proprietà di Lei, Ella si serva liberamente di te, disponga di te senza alcuna riserva per qualunque cosa ella voglia” (SK 1334).
Lasciarsi condurre verso un amore sempre più grande
Chiarito che il motivo dell’amore per l’Immacolata è l’appartenenza a Dio e che questa nel pensiero e nella spiritualità di San Massimiliano si raggiunge tramite l’appartenenza a Maria, viene abbastanza naturale chiedersi come amarla fino ad essere cosa e proprietà sua. A questa domanda, che risponde ad una esigenza particolarmente importante per la vita spirituale, P. Kolbe risponde con un atteggiamento esistenziale che può essere definito come “lasciarsi condurre”. “Il modo migliore per amare l’Immacolata è lasciarsi guidare da Lei in tutto attraverso la santa Obbedienza” (SK 729). “Lasciamoci condurre da Lei sia lungo una strada ben asfaltata e comoda, sia lungo quella accidentata e difficile” (SK 937).
Ma come si fa a lasciarsi condurre dall’Immacolata? Gli Scritti Kolbiani a questo proposito offrono delle indicazioni veramente sorprendenti per concretezza ed attualità. Innanzitutto occorre impegnarsi ad amare Maria puntando alla devozione. Quella di cui parla San Massimiliano è devozione e non di devozionismo, che è ben altra cosa e non ha i tratti dell’amore vero di cui egli ha dato eloquente testimonianza: “… amiamo l’Immacolata ogni giorno di più, sempre di più. (…) La devozione all’Immacolata è un segreto che molti ancora non conoscono, o piuttosto la conoscono e la praticano solo superficialmente, mentre, per volontà di Dio, è la sostanza di tutta la santità” (SK 687). Questa devozione non ha niente a che vedere con il sentimentalismo cercato da molti e spesso scambiato per spiritualità.
Per P. Kolbe ciò che conta nella relazione con l’Immacolata è la volontà di consegnarsi a Lei, di appartenere a Lei, nonostante tutto. “… non è affatto necessario che in quel dato momento l’Immacolata ci venga in mente, perché l’essenza dell’unione con Lei non consiste nel pensiero, nella memoria, nel sentimento, ma nella volontà” (SK 603).
Un amore disposto al sacrificio e che aiuta nelle difficoltà
Elemento concreto e centrale dell’amore nella spiritualità di San Massimiliano Kolbe è il sacrificio. Ne consegue che anche nell’amore verso l’Immacolata questo aspetto è destinato ad avere tutto il suo spazio. “… ricordiamoci che l’amore vive, si nutre di sacrifici. Ringraziamo l’Immacolata per la pace interiore, per le estasi d’amore, tuttavia non dimentichiamo che tutto questo, benché buono e bello, non è affatto l’essenza dell’amore e l’amore, anzi l’amore perfetto, può esistere anche senza tutto questo. Il vertice dell’amore è lo stato nel quale è venuto a trovarsi Gesù sulla croce quando disse: «Dio mio, Dio mio, perché mi hai abbandonato» [Mt. 27,46; Mc. 15,34]. Senza sacrificio non c’è amore. Il sacrificio dei sensi, soprattutto degli occhi (…), il sacrificio del gusto, dell’udito e via dicendo. Ma al di sopra di tutto il sacrificio dell’intelletto e della volontà nella santa Obbedienza” (SK 503).
In un altro passo San Massimiliano ci ricorda il significato salvifico delle croci ma ci assicura anche l’aiuto dell’Immacolata nei momenti di difficoltà e nelle tentazioni, quasi come fosse una conferma del detto che Dio non si lascia mai vincere in generosità. Così Maria, sapendoci disposti al sacrificio ci sostiene nei momenti di difficoltà: “Quando (…) ci imbattiamo in una difficoltà che non siamo in grado di superare, oppure qualche tentazione inizia a tormentarci con insistenza, non perdiamoci d’animo, ma rivolgiamoci a Lei con piena fiducia come i figli alla madre ed Ella ci infonderà la luce e la forza necessarie, ci stringerà al cuore e addolcirà le più grandi amarezze. Ma non rifuggiamo dallo sperimentare le amarezze, se è Lei che ce le manda. Non esiste al mondo un angoletto privo di croci; del resto, se queste non ci fossero, non avremmo nemmeno la possibilità di guadagnarci il paradiso. Perciò, non sfuggiamo troppo la croce, ma, se è necessario prenderla sulle spalle, portiamola di buon grado per amore verso l’Immacolata” (SK 751).
Un amore che spinge verso gli altri e conduce alla santità
Come si diceva all’inizio, l’amore per l’Immacolata ha come obiettivo di condurci all’amore per Dio. In questo processo, però, intende coinvolgere anche il numero più alto possibile di anime che sono lontane da Lui, a conferma della logica evangelica secondo la quale non possiamo dire di amare Dio se non amiamo il prossimo. Per questo, San Massimiliano, parlando del milite dell’Immacolata, dice: “L’amore di Dio (…) non gli permette di lasciarsi sfuggire la situazione, ma lo sollecita a conquistare ogni giorno di più il proprio cuore all’Immacolata, affinché Ella, in lui e attraverso lui, penetri anche in altri cuori e prepari in essi un trono d’amore per il Suo Divin Figlio” (SK 1325).
In queste parole trova senso tutto lo slancio apostolico della M.I. che in questi anni è alle prese con la fatica di fronteggiare il secolarismo e l’impegno di trovare nuove forme di diffusione del messaggio evangelico e dell’amore per l’Immacolata. Il destino finale di tutti coloro che si impegnano in un sincero amore per Maria che ha i tratti descritti sin qui è la santità, traguardo che San Massimiliano Kolbe ha raggiunto aggiungendo a tutto questo anche l’effusione del sangue: “Chi ama l’Immacolata si salva, si fa santo e aiuta gli altri a santificarsi” (SK 1359a).
Questo viaggio veloce attraverso gli Scritti Kolbiani spero sia servito a riscaldarci il cuore. Ora non ci resta che metterci all’opera provando a fare di queste indicazioni la cartina di tornasole della nostra vita spirituale, in quanto militi dell’Immacolata.
Per la riflessione
1. In che modo esprimo il mio amore per l’Immacolata. Come posso crescere in esso?
2. Quali sono gli ostacoli maggiori che incontro nel vivere la mia vita spirituale come un’offerta totale all’Immacolata?
3. Da quali segni esteriori si coglie che il nostro gruppo M.I. mette al centro della propria esperienza una sana devozione all’Immacolata?
4. Su cosa bisognerebbe puntare e cosa occorrerebbe evitare nella proposta della spiritualità della M.I. al mondo d’oggi?
|