cavaliere

Rivista ufficiale della M.I. in Italia

   

" Credo che è necessario che i soci leggano il Cavaliere, perché venendo ogni mese, rinfresca la memoria dell'atto di consacrazione emesso ed approfondisce sempre più l'ideale della M.I.".
(SK 800)

"Perciò, il compito del Rycerz (Cavaliere) sarà quello di introdurre lo spirito della M.I. nelle anime, curarne lo sviluppo, l'approfondimento e l'applicazione nella vita presente, sia sociale che privata. E nello stesso tempo diffondere la M.I. con tutte le energie possibili".
(SK 599)

 

 




Copertina del numero di SETTEMBRE 2010.


RICHIEDI UNA COPIA OMAGGIO

...........................................................

CALENDARIO 2011

RICHIEDILO SUBITO!


al costo di euro 2,50 + Spese Spedizione



Editoriale del numero di SETTEMBRE 2010

“S ettembre, andiamo – scriveva il D’Annunzio – è tempo d’emigrare”. Noi possiamo liberamente parafrase con: settembre è tempo di ricominciare, è il mese della ripresa dell’attività sociale, scolastica, sportiva, religiosa. Ma con quale spirito? Diciamo che non è quello dei tempi migliori, perché sembra che nessun settore si sottragga da un senso di stanchezza, sfiducia, disgusto, fino a condizionare la nostra serenità interiore e la nostra volontà di reagire. Non passa giorno che non ci presentino elenchi di gente colta con le loro mani rapaci nel sacco. E sono ricchi, professionisti, imprenditori, giudici e, inevitabilmente, politici. Qualche domanda non può essere evitata:con quale coscienza agiranno? Che cosa diranno ai loro figli? Su quali principi e valori fondano la loro vita? Non temono il giudizio di Colui al qual si rivolgono con preghiere? Non hanno mai un rigurgito di dignità personale? Domande inutili perché affaccendati in faccende deplorevoli, fino a sognare affari incalcolabili sul lutto, il dolore e la disperazione dei terremotati dell’Aquila. Sembra che debellare la corruzione nel nostro Paese sia come svuotare l’oceano con un cucchiaio e quei pochi che ci provano corrono il rischio di venire sommersi da un’onda anomala. Come è possibile tutto questo? Qualcuno cercherà di sdrammatizzare asserendo che ci sono stati tempi peggiori nella storia. E’ vero, ma questi sono i nostri di cui siamo responsabili. E allora non dobbiamo girare la testa dall’altra parte, fare finta di non vedere, perdere ogni capacità reattiva. Lasciare in mano la nostra vita e il nostro futuro al malaffare, ai potenti che sembrano aver bevuto l’elisir di lunga vita, che l’unico sport che esercitano è quello si scambiarsi le poltrone sfuggendo ad ogni legalità costituita, vuol dire pregiudicare il futuro e le possibilità di scelte ai nostri figli e nipoti. Non possiamo consegnare la nostra nazione ricca di storia, di arte, di santità, di gente generosa e forte a dei “potenti” avidi e senza scrupoli. In un articolo del 1935 san Massimiliano Kolbe analizza in modo lucido una situazione analoga alla nostra e, ipotizzando che l’uomo abbia limitato l’orizzonte della sua vita ai beni di questo mondo, offre queste osservazioni: “Se questo mondo fosse lo scopo ultimo dell'uomo, le ricchezze terrene sarebbero bramate senza alcuna limitazione, ognuno desidererebbe accumularne il più possibile. Dato che le ricchezze terrene non sono in quantità illimitata, impercettibilmente nascerebbe una guerra tra gli uomini, ognuno vorrebbe impossessarsi di tali ricchezze. Di conseguenza, “la carne del più debole sarebbe il pasto per oggi”, i più forti e gli astuti calpesterebbero gli altri, il singolo farebbe uso della prepotenza e, vivendo senza alcuno scopo superiore, decadrebbe allo stato animalesco, la legge logica della vita sarebbe: lottare contro il prossimo per impossessarsi della maggior quantità possibile di ricchezze e servirsene nel modo più ampio. Se così avvenisse, la vita delle persone giuste non sarebbe forse insopportabile?” (SK 1191). Allora, cosa dobbiamo fare? Il nostro essere credenti e cristiani non ci deve allontanare da questa realtà, ma assumerla come luogo di missione. Il nostro essere devoti della Madonna non ci deve rinchiudere nelle nicchie, ma collaboratori di quel Dio cantato nel Magnificat che “abbatte i potenti dai troni”. “Senza lotta non c’è vittoria”, ci dice ancora il nostro santo. “Non dobbiamo aver paura di nulla, perché possiamo e dobbiamo vincere” (SK 149). Questo è lo spirito con cui dobbiamo ripartire.
La Direzione




2011 Anno Kolbiano

Il 14 agosto del 1941, nel lager di Auschwitz, moriva Maksymilian (Rajmund) Kolbe. Sono passati 70 anni da quella richiesta di prendere il posto di un condannato. Il 17 ottobre del 1971 il papa Paolo VI lo proclamava beato.
“Massimiliano Maria Kolbe, Beato. Che cosa vuol dire? Vuol dire che la Chiesa riconosce in lui una figura eccezionale, un uomo in cui la grazia di Dio e l’anima di lui si sono così incontrate da produrre una vita stupenda, nella quale chi bene la osserva scopre questa simbiosi d’un duplice principio operativo, il divino e l’umano, misterioso l’uno, sperimentabile l’altro, trascendente ma interiore l’uno, naturale l’altro ma complesso e dilatato, fino a raggiungere quel singolare profilo di grandezza morale e spirituale che chiamiamo santità, cioè perfezione raggiunta sul parametro religioso, che, come si sa, corre verso le altezze infinite dell’Assoluto. Beato dunque vuol dire degno di quella venerazione, cioè di quel culto permissivo, locale e relativo, che implica l’ammirazione verso chi ne è l’oggetto per qualche suo insolito e magnifico riflesso dello Spirito santificante. Beato vuol dire salvo e glorioso”.
E con il suo martirio, ha detto Giovanni Paolo II, ha riportato “la vittoria mediante l’amore e la fede, in un luogo costruito per la negazione della fede in Dio e nell’uomo”.
70 e 40 due anniversari che non possono passare in silenzio o essere infiocchettati da un rituale di commemorazione dovuta, ma senz’anima e senza convinzione.
Per noi militi sono una grazia e un’occasione per rialzare la testa, per riprendere slancio e ringraziare il Signore e la Vergine Immacolata per il dono di san Massimiliano.
Misteriosamente la missione di far uscire padre Kolbe dal bunker della fame, relegato da una cronaca approssimativa, e far conoscere la grandezza della sua anima mariana, è affidata a noi. Per molti Kolbe è colui che ha dato la vita per un padre di famiglia, ricordando in modo emotivamente il suo gesto d’amore. Un gesto che fa dire al romanziere francese François Taillandier, vincitore del Grand Prix dell’Academie Française: “Credo che se Cristo, in duemila anni di storia, non avesse ispirato altro che il suo gesto, non avrebbe perduto il suo tempo. Quando penso a questo allora credo al suo tempo”.
Noi sappiamo che quel gesto non è frutto di uno spontaneo atto di eroismo, ma preparato da una vita di preghiera, di sofferenze, di fatiche, di amore all’Immacolata e per l’Immacolata. Noi riusciamo a intuire e ci sforziamo di seguire le tracce della sua spiritualità mariana intensa e profonda, proposta dalla Milizia dell’Immacolata da lui fondata nel 1917, ma sentiamo spesso la fatica e la sofferenza della solitudine causata anche dal problematico coinvolgimento della famiglia francescana a cui Massimiliano apparteneva. “Senza lotta non c’è vittoria”, scriveva il nostro santo sperimentando quotidianamente questa situazione. Questi due anniversari sono l’occasione provvidenziale per rimotivare le nostre scelte e per far conoscere a più gente possibile il grande dono di san Massimiliano Kolbe dato da Dio al mondo, alla Chiesa e all’Ordine francescano.
La Direzione

 
   


 
...........................................................
La rivista comprende

articoli di spiritualità, attualità, cronaca, avvenimenti e molto altro...

  omaggio

Se regali un abbonamento
ad un amico riceverai in dono
un libro edito dalla nostra Casa Editrice E.N.M.I.

Il numero del mese di settembre comprende anche il calendario murale su cui ogni mese è riprodotta una immagine di Maria.
Questo calendario de "Il Cavaliere dell'Immacolata" vuole essere un inno alla bellezza, ma non con finalità unicamente estetiche o artistiche.
Facendo nostra una frase del cardinale Martini "penso al patrimonio d'arte delle nostre chiese e mi interrogo su come potrebbe divenire mezzo di annuncio in un mondo che tanto sente il bisogno della Bellezza che salva, vogliamo portare nelle vostre case non solo annuncio, ma soprattutto dialogo, colloquio familiare, intimo ed intenso, per confidare affanni e problemi.
Noi accompagniamo l'immagine con una preghiera, ma è il vostro cuore, è la vostra vita che si consuma tra le pareti della vostra casa, a formulare le parole e i sentimenti più adatti per invocare, ringraziare, lodare, chiedere aiuto e protezione.

La Direzione

 


   

ABBONAMENTO

Chi è interessato alla nostra Rivista può richiedere una copia omaggio a:
"Il Cavaliere dell'Immacolata"
Centro Nazionale Milizia dell'Immacolata
Piazza Santa Maria, n.1 - 00039 ZAGAROLO (RM)

Oppure abbonarsi con versamento di € 15 sul c.c.p. 707018 intestato a:
"Il Cavaliere dell'Immacolata"
Piazza Santa Maria, n.1 - 00039 ZAGAROLO (RM)

 

"Quando tutte le persone nel mondo intero potranno leggere ogni mese degli articoli sull'Immacolata pubblicati sul Suo "Cavaliere" stampato nella lingua della loro patria e così poter conoscere e amare sempre di più l'Immacolata e avvicinarsi al Sacratissimo Cuore di Gesù?".
(SK 811)

 


cav2
jj
cav1